Elementi Di Semiotica

Autore: Jürgen Trabant
Editore: Liguori
ISBN: 9788820710040
Grandezza: 21,50 MB
Formato: PDF, ePub, Mobi
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Primi Elementi Di Semiotica La Sua Presenza E La Sua Importanza Nel Processo Di Insegnamento Apprendimento Della Matematica

Autore: Bruno D'Amore
Editore:
ISBN: 9788837118778
Grandezza: 16,83 MB
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Elementi Di Semiotica

Autore: Maurizio De Ioanna
Editore: Simone SpA
ISBN: 882449434X
Grandezza: 71,94 MB
Formato: PDF
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Elementi Di Semiotica Generativa

Autore: Francesco Marsciani
Editore:
ISBN: 9788885040335
Grandezza: 49,56 MB
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Il Grande Venditore Di Immagini

Autore: Luca Forgione
Editore: Editori Riuniti University Press
ISBN: 9788835970033
Grandezza: 74,19 MB
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Elementi Di Patologia E Semiotica Della Circolazione Respirazione E Delle Escrezioni Compilati Sulle Lezioni Del Dottore Antonio De Martini

Autore: Antonio De Martini
Editore:
ISBN:
Grandezza: 23,55 MB
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Trattato Di Semiotica Generale

Autore: Umberto Eco
Editore: La Nave di Teseo Editore spa
ISBN: 8893440423
Grandezza: 77,32 MB
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Il Trattato di semiotica generale è certamente il libro che più di ogni altro ha segnato la semiotica italiana (e non solo), definendo i limiti di un campo disciplinare e offrendo una teoria globale di tutti i sistemi di segni e dei possibili processi di comunicazione. I problemi tradizionali della linguistica, della logica, della retorica, dell’estetica, della filosofia del linguaggio e delle teorie della percezione vengono qui ripresi, discussi e ripensati nel quadro di una disciplina che nel 1975, quando comparve il Trattato, era ai suoi albori. Con questo libro Umberto Eco è diventato a tutti gli effetti il “padre” della semiotica e da allora il Trattato di semiotica generale non ha mai smesso di essere letto, discusso, citato, tradotto: punto di riferimento passato e presente (e certamente futuro) di intere generazioni.

Manuale Di Semiotica Della Traduzione

Autore: Bruno Osimo
Editore: Bruno Osimo
ISBN: 8898467125
Grandezza: 18,17 MB
Formato: PDF, ePub, Mobi
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La scienza ha lo scopo di far progredire la conoscenza nel modo meno indolore possibile, pubblicando congetture e sottoponendole alla comunità mondiale perché le falsifichi. Fino al momento della loro falsificazione parziale o totale, le congetture hanno lo status di «attualità», o status of the art. Perché ciò avvenga, la scienza si è data un metodo: uso di una terminologia (metalinguaggio) a prova di sinonimia e omonimia (a livello di una stessa lingua), uso di equivalenza terminologica stretta (a livello interlinguistico), pubblicazione universale del risultati e loro esposizione al giudizio e alla critica altrui. In teoria, quindi, quando qualcuno pubblica qualcosa, non possono passare cinquant'anni senza che questo contributo venga preso in considerazione, magari anche solo per scartarlo. Soprattutto se è stato scritto nella lingua franca della scienza. Orbene, nel 1964, anno in cui è uscita la prima edizione di Osnovy obŝego i mašinnogo perevoda per i tipi dell'editore Vysšaâ škola, anche la lingua franca era contesa tra Urss e USA: per colpa della guerra fredda, c'era chi voleva far passare come lingua franca l'inglese e chi proponeva il russo. E questo è stato un danno per la scienza, e vittime ne sono state pubblicazioni di prim'ordine come questo bel manuale di Revzin e Rocencvejg. Cerchiamo di recuperare il tempo perduto pubblicandolo oggi, a mezzo secolo esatto dalla prima uscita. Di certo questo mezzo secolo di ritardo ha ostacolato lo sviluppo della scienza della traduzione, che così ha avuto modo di impantanarsi nella palude della corrispondenza biunivoca, dell'equivalenza e del saussurismo. Perfino il concetto di «strutturalismo» è stato vittima della cortina di ferro, e il 99% degli occidentali ignora che è nato a Praga negli anni Trenta, e non a casa Lévi-Strauss negli anni Sessanta. In questa prefazione cerchiamo di chiarire soprattutto alcune questioni di natura terminologica e traduttiva che poi, data la natura del testo, sono tutt'uno con le questioni di sostanza, di contenuto. La lettrice italiana trova qui la locuzione «letteratura artistica». Non si tratta d'un calco sul russo, se per «calco» s'intende che al traduttore è sfuggita una diversa impronta linguoculturale della cultura emittente. Si tratta di una concezione maggiormente accurata dei tipi di testo che evita la grossolanità della locuzione «traduzione letteraria», sotto il cui ombrellone (bucato!) trova posto di tutto, purché sia pubblicato da un editore: in realtà si tratterebbe della «traduzione editoriale» (sempre che ci sia bisogno di distinguerla da quella non editoriale, cosa di cui ci permettiamo di dubitare). Noi sposiamo quindi la concezione slava (non sovietica, ma panslava) secondo cui esistono differenze (anche se non di principio, come mostra Lûdskanov) fra traduzione artistica (di poesia e narrativa e saggistica d'autore) e non artistica (settoriale, divulgativa, scientifica, documentaria).