L Anatra Selvatica

Autore: Sibylle de Fischer
Editore: Arka
ISBN: 9788885762923
Grandezza: 16,25 MB
Formato: PDF, ePub
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Ricettario Del Mondo Sapori Dal Pianeta Terra

Autore: Walter Pedrotti
Editore: Giunti Editore
ISBN: 9788844021894
Grandezza: 32,98 MB
Formato: PDF
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I Trucchi Del Mestiere

Autore: Gianfranco Vissani
Editore: Edizioni Mondadori
ISBN: 8852021027
Grandezza: 52,13 MB
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Dalla A di acciughe fino alla Z di zucchine, il manuale che svela il segreto di ogni prodotto, facendoti venire l'acquolina in bocca già al supermercato.

Ricette Di Selvaggina

Autore:
Editore: Giunti Editore
ISBN: 9788844025434
Grandezza: 49,58 MB
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Voglia Di Cucinare

Autore:
Editore: Giunti Editore
ISBN: 9788844029081
Grandezza: 24,80 MB
Formato: PDF, ePub
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Storia Illustrata Del Regno Animale

Autore: Alois Pokorny
Editore:
ISBN:
Grandezza: 78,33 MB
Formato: PDF, ePub
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Piano D Azione Nazionale Per L Anatra Marmorizzata Marmaronetta Angustirostris

Autore: Alessandro Andreotti
Editore:
ISBN:
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Il Grande Libro Delle Ricette Della Nonna

Autore: AA. VV.
Editore: Edizioni Demetra
ISBN: 8844039486
Grandezza: 15,79 MB
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ePub: FL0490

Scuola Di Cucina Tutte Le Tecniche

Autore:
Editore: Giunti Editore
ISBN: 9788844026561
Grandezza: 77,99 MB
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Dolci Biscotti Pane E Polenta Con La Farina Di Mais Storie E Ricette Veneto E Friuli Venezia Giulia

Autore: Gian Paolo Spaliviero
Editore: Gian Paolo Spaliviero
ISBN: 8822852915
Grandezza: 53,93 MB
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Le prime notizie sulla coltivazione del mais e di relative polente in Veneto e Friuli, si hanno già verso il 1550-55, prima di altre regioni, probabilmente favorito nella conoscenza dai commerci veneziani e dall’abbondanza d’acqua di queste regioni. Secondo lo studioso Giovanni Beggio la prima semina si ebbe in Veneto nel 1554, per diffondersi prima nelle zone paludose e poi in tutta la pianura Padana. Si cominciò a chiamarlo Grano Turco, per la consuetudine di definire “turco” tutto ciò che era esotico e strano. Una teoria vuole che a Venezia si conoscesse già il mais, proveniente dai territori d’oriente e dalla Turchia, e che venisse impiegato per fare i Zaleti, i tipici biscotti veneziani, ben prima che Colombo scoprisse il nuovo mondo. Viaggiatori tedeschi descrissero le pianure dell’Eufrate coltivate a mais. E d’altro canto esiste il Grano Saraceno, che forse era usato al posto del mais, prima che fosse coltivato. In ogni caso nel XVII secolo si assiste ad un grande sviluppo delle coltivazioni di mais. Diviene via via uno degli elementi principali delle disponibilità alimentari delle classi contadine, rappresentato da quello che rimaneva dopo la spartizione con il proprietario, dato che i contratti di mezzadria prevedevano che la parte del padrone fosse data principalmente in frumento. Nelle varie zone si differenziarono poi i tipi di farina, andando dal grano saraceno, alla farina di mais gialla e quella bianca, macinate più o meno grosse. Velocemente il mais, dopo il suo arrivo nel XVI secolo dalle Americhe, soppianta i cereali minori fino a quel momento impiegati, da soli o in abbinamento con il frumento, per la preparazione di polente cotte, del pane e degli altri prodotti da forno e diventa un indiscusso protagonista. Nelle vicende della cucina povera di tutto il nord della penisola, affiora senza soluzione di continuità il ricordo delle antiche polentine molli, termini come pult, polt, puta, puti, putiscia, putöö, comuni in quasi tutte le tradizioni culinarie della campagna padana, identificano appunto delle papette e farinate, più o meno consistenti, ottenute dalla cottura di farina in acqua o latte, con un’ombra di condimento, e questa tradizione delle farinate o polentine variamente condite è arrivata fino a noi. Scrivere allora della polenta, dei dolci, biscotti e pane, confezionati con la farina di granoturco, vuol dire parlare della tradizione povera delle popolazioni contadine e montanare e della loro cucina rustica di sopravvivenza, in una varietà infinita di elaborazioni. Prima delle grandi carestie del XVII secolo e della rapida propagazione della coltura del mais, si preparavano polente con farina di segale, farro, fraina, miglio, sorgo, orzo, riso e, naturalmente, frumento, per quanto questo cereale potesse essere disponibile. Dalla metà del ‘700, in tutto il Nord della penisola, il mais sostituì quasi completamente (soprattutto nei territori di montagna) le colture cerealicole minori e la polenta gialla..