Questione Di Spazio

Author: Mauro Corona
Editor: Edizioni Mondadori
ISBN: 885203188X
Size: 20,75 MB
Format: PDF, Mobi
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In una fredda notte di novembre, al fioco chiarore di lampade a carburo, cinque amici partono per andare a caccia sulle vette dolomitiche del Borgà. Oltre agli zaini e ai fucili, portano con sé una ghirba piena di vino, affidata all'astuto e solitario Celio... Se vi piace Questione di spazio, in libreria e in ebook è disponibile il nuovo libro di Mauro Corona Venti racconti allegri e uno triste.

Una Questione Di Spazio

Author: Carlo Spera
Editor:
ISBN: 9788863444773
Size: 16,31 MB
Format: PDF, ePub, Mobi
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Leggere Il Tempo Nello Spazio

Author: Karl Schlögel
Editor: Bruno Mondadori
ISBN: 8861595847
Size: 11,18 MB
Format: PDF, Docs
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Questione Di Fiuto

Author: Spencer Quinn
Editor: Sperling & Kupfer editori
ISBN: 8820049775
Size: 16,57 MB
Format: PDF, Mobi
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Alcuni Cenni Sulla Logica Del Diritto Civile Privato

Author: Federigo del Rosso
Editor:
ISBN:
Size: 11,91 MB
Format: PDF
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Einstein

Author: David Blanco Laserna
Editor:
ISBN:
Size: 14,96 MB
Format: PDF, Mobi
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Questione Di Cuore

Author: Corinne Zaugg
Editor: Effata Editrice IT
ISBN: 9788886617888
Size: 15,37 MB
Format: PDF, Kindle
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Innovazione Tecnologica In Architettura E Qualit Dello Spazio

Author: Chiara Tonelli
Editor: Gangemi Editore spa
ISBN: 8849253567
Size: 13,51 MB
Format: PDF, Docs
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Questo testo indaga il ruolo che la cultura tecnologica occupa, o dovrebbe occupare, nella formazione universitaria, nella ricerca scientifica, nella progettazione e realizzazione dell'architettura. Il percorso intrapreso si pone l'obiettivo di esplorare, in riferimento al settore produttivo edilizio e alla soglia di una riforma didattica, quali contenuti attengono all'insegnamento della Tecnologia dell'architettura e quali sbocchi professionali offrono; cosa significa fare ricerca in un ambito dal nome tanto abusato (la ricerca tecnologica) e chi ne sono gli attori; quali orientamenti si possono prospettare per una riorganizzazione del settore al fine di innalzare il livello di qualità del prodotto edilizio, nella sua accezione morfologica in particolare. Questo scritto, destinato anche a fini didattici, introduce pertanto alla cultura della realizzazione, secondo la quale ogni atto programmatorio e progettuale deve porsi come obiettivo il raggiungimento della realizzazione. Sebbene questo principio possa sembrare scontato, si rileva invece nel settore un divario sempre maggiore tra il momento di definizione “concettuale” e il momento di definizione “materiale”. Tale divario è riscontrabile anche nei settori disciplinari fondanti la preparazione in Architettura, tra i quali dovrebbero essere invece superate le separazioni, al fine di individuare un'unica strada per il progetto, atto centrale del processo e per questo frutto dell'operato di tutti gli attori. Anche l'aspetto della qualità morfologica è strettamente relazionato con la cultura tecnologica dal momento che deriva da un puro atto creativo, dalla ricerca per l'innovazione e dall'organizzazione del processo edilizio. In chiusura, la lettura di alcune opere famose dell'architettura permette di confrontare l'iter delineato con il processo compiuto.

Architettura E Citt Questioni Di Progettazione

Author: Aa.Vv.
Editor: Gangemi Editore spa
ISBN: 8849264372
Size: 15,72 MB
Format: PDF, Docs
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Con questo secondo Print Lello Panella propone un bilancio ed anzi lo chiede, condividendo l'esigenza non posso che essergli grato di avere scelto il nostro Dipartimento di Architettura per insistere su quei rapporti forti tra didattica e ricerca che prima d'ogni altra cosa ci accomunano, anche con questi ombrosi chiari di luna. Rapporti che sono importanti sia sul versante dell'esercizio progettuale, dove ci accomunano anzitutto un interesse per il contesto urbano ovvero per l'urbano tout court, fino al suo "incorporare la dimensione urbana nel progetto di architettura", sia su quello di un metodo formativo fondato sulla scelta intenzionata di modelli di riferimento raccolti dai docenti nel campo disciplinare vasto di quello che definisco il Modernocontemporaneo. Scontentando, lo so, simmetricamente modernisti e contemporaneisti ad oltranza, tutti presi adesso dal superamento del postmodernismo e dal problema davvero critico della crisi della critica (la quale non si era forse voluta confondere con la teoria, che dovrebbe essere sua complementare dialettica, universalizzante quanto quella relativizzante, come del resto nella baraonda fecero anche le poetiche, che dissimulavano la propria necessaria quanto libera soggettività?). Ci distinguiamo, ma guardandoci spero a vicenda, per accentuazioni delle scelte nella polarizzazione continuità-dis/continuità nonché nella apertura ed articolazione del campo disciplinare, io più avventato e spratico forse preferendo una discontinuità verso la continuità ed un riconoscimento più azzardato di due esigenze, per la regina in crisi delle arti del non più solo disegno: da un lato, riconoscere i sempre nuovi materiali (pratici e poetici) e assemblaggi non più solo "compositivi"; dall'altro, riconoscersi come un soggetto - certamente, assiale! - nella multisoggettività e professionalità che agisce disordinatamente nella disordinata Roma città mediterranea. "L'architettura va considerata non soltanto come l'arte del costruire ma anche come l'arte di impaginare lo spazionel senso più alto...spazio interno di un edificio... spazio esterno agli edifici, studiati entro i loro reciproci rapporti entro il nucleo urbano". Così, chiaro e semplice, Gillo Dorfles nel lontano 1972, L'architettura moderna. Egli stesso temeva che il peso cresciuto del Design pervasivo - dal product design allo shelter design (sì: l'architettura come design cioè progetto del riparo) al city planning eccetera - potesse diventare eccessivo. Con lui tuttavia accetterei quella sfida di separazioni e interferenze e contaminazioni, come quelle dei nuovi mattoni della sostenibilità (pratica, non declamata) oppure dello "spazio " cui "conferire misura architettonica" come scrive di nuovo Lello. Con il quale del resto i fatti stessi della Roma da entrambi amata mi ricongiungono, quando soprattutto nella piana flaminia i nostri contesti e testi o modelli diventano analoghi, dal Monolite del Foro italico all'Auditorium parco della musica, da Moretti a Zaha Hadid, nella reinterpretazione infinita che Monumenti totalitari e Oggetti singolari se non anarchici portano all'impianto storico ancora non abbastanza stratificato. Ricordati di ricordare, Remember to remember, è un titolo di Henry Miller, quello non proprio bene ordinato in exergo di La torre di Babele a proposito del caos come ordine che ancora non comprendiamo. Ecco, il Lello del binomio radicamento-deformazione ed io forse di quello deformazione - radicamento sappiamo che ricordare è attività non naturale ma intenzionale, che riguarda sempre all'indietro con gli occhi e i temi dell'oggi (sapendo anche che gli Antichi Maestri ti guardano a loro volta), e che -oltre gli usi pubblici della storia - le etimologie stesse ci chiedono sottigliezze e talenti difficili: ri-cordare, ri-membranze, ram-mentare, memorizzare, mnestico come Mnemosine madre delle Muse di cui è Maestro Apollo-Dioniso, sono cose differenti di cui farci carico senza schematismi. Confrontandoci anche con il rapporto acutamente dialettico di Koolhaas con Le Corbusier, di Nouvel di Sanaa di Zumthor con Mies van der Rohe, per esempio. Poiché pur criticando -nella crisi dell'architettura italiana... e... dell'organismo urbano?- accettiamo la pluralità basica del mondo modernocontemporaneo, dentro la quale scegliere (di proporre-imporre) le nostre verità senza pretendere di sottoporre ad una nostra verità universale - teorica ovvero apodittica- il mondo. Spero di avere così steso miei primi appunti per quel dibattito che Lello propone, e che chiede, credo, messe a punto con qualche mossa a destra e qualcun'altra a sinistra. Una ricerca sulla didattica deve partire dalla coscienza del carattere introduttivo e progressivo della formazione, quindi dei suoi limiti intrinseci, compensando reciprocamente coraggiose aperture alla attitudine inventiva (critica e mitica) e responsabili riduzioni di codici-canoni appropriati all'apprendimento, da parte di quello che è il prodotto ultimo, attraverso il processo ed il prodotto progettuale: il soggetto architetto nelle sue appropriate sfaccettature. Dalla presentazione di Antonino Terranova

E Per Casa Una Cella

Author: Giorgia Gay
Editor: Youcanprint
ISBN: 8891126640
Size: 16,68 MB
Format: PDF, ePub, Docs
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In un contesto di profonda privazione e limitazione come quello carcerario, oggetti che fuori sono di uso quotidiano - come piccoli elettrodomestici, mensole, ferro da stiro - dentro sono vietati. Perciò i detenuti sono costretti a creare da sé ciò di cui hanno bisogno. Probabilmente non esiste posto come la prigione in cui il bricolage è uno stile di vita. Il volume approfondisce il rapporto tra detenuti e spazio in cella, le tattiche di reazione, rivendicazione e personalizzazione messe in atto dalla popolazione carceraria, ma anche gli effetti che la privazione di spazio ha sul corpo e sull'identità della persona.