Questione Di Spazio

Autore: Mauro Corona
Editore: Edizioni Mondadori
ISBN: 885203188X
Grandezza: 65,52 MB
Formato: PDF, ePub, Mobi
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Architettura E Disgiunzione

Autore: Bernard Tschumi
Editore: Edizioni Pendragon
ISBN: 9788883423659
Grandezza: 35,24 MB
Formato: PDF, ePub
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Leggere Il Tempo Nello Spazio

Autore: Karl Schlögel
Editore: Bruno Mondadori
ISBN: 8861595847
Grandezza: 28,85 MB
Formato: PDF, ePub, Docs
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Questione Di Fiuto

Autore: Spencer Quinn
Editore: Sperling & Kupfer editori
ISBN: 8820049775
Grandezza: 70,45 MB
Formato: PDF, Kindle
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Einstein

Autore: David Blanco Laserna
Editore:
ISBN:
Grandezza: 73,43 MB
Formato: PDF, ePub, Docs
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La Teoria Dei Diritti Acquisiti In Due Recenti Opere Di Diritto Internazionale Privato

Autore: Arrigo Cavaglieri
Editore:
ISBN:
Grandezza: 15,42 MB
Formato: PDF, Kindle
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Just Another Exhibition

Autore: Federica Martini
Editore: postmediabooks
ISBN: 8874900600
Grandezza: 39,94 MB
Formato: PDF, ePub, Docs
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Architettura E Citt Questioni Di Progettazione

Autore: Aa.Vv.
Editore: Gangemi Editore spa
ISBN: 8849264372
Grandezza: 27,92 MB
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Con questo secondo Print Lello Panella propone un bilancio ed anzi lo chiede, condividendo l'esigenza non posso che essergli grato di avere scelto il nostro Dipartimento di Architettura per insistere su quei rapporti forti tra didattica e ricerca che prima d'ogni altra cosa ci accomunano, anche con questi ombrosi chiari di luna. Rapporti che sono importanti sia sul versante dell'esercizio progettuale, dove ci accomunano anzitutto un interesse per il contesto urbano ovvero per l'urbano tout court, fino al suo "incorporare la dimensione urbana nel progetto di architettura", sia su quello di un metodo formativo fondato sulla scelta intenzionata di modelli di riferimento raccolti dai docenti nel campo disciplinare vasto di quello che definisco il Modernocontemporaneo. Scontentando, lo so, simmetricamente modernisti e contemporaneisti ad oltranza, tutti presi adesso dal superamento del postmodernismo e dal problema davvero critico della crisi della critica (la quale non si era forse voluta confondere con la teoria, che dovrebbe essere sua complementare dialettica, universalizzante quanto quella relativizzante, come del resto nella baraonda fecero anche le poetiche, che dissimulavano la propria necessaria quanto libera soggettività?). Ci distinguiamo, ma guardandoci spero a vicenda, per accentuazioni delle scelte nella polarizzazione continuità-dis/continuità nonché nella apertura ed articolazione del campo disciplinare, io più avventato e spratico forse preferendo una discontinuità verso la continuità ed un riconoscimento più azzardato di due esigenze, per la regina in crisi delle arti del non più solo disegno: da un lato, riconoscere i sempre nuovi materiali (pratici e poetici) e assemblaggi non più solo "compositivi"; dall'altro, riconoscersi come un soggetto - certamente, assiale! - nella multisoggettività e professionalità che agisce disordinatamente nella disordinata Roma città mediterranea. "L'architettura va considerata non soltanto come l'arte del costruire ma anche come l'arte di impaginare lo spazionel senso più alto...spazio interno di un edificio... spazio esterno agli edifici, studiati entro i loro reciproci rapporti entro il nucleo urbano". Così, chiaro e semplice, Gillo Dorfles nel lontano 1972, L'architettura moderna. Egli stesso temeva che il peso cresciuto del Design pervasivo - dal product design allo shelter design (sì: l'architettura come design cioè progetto del riparo) al city planning eccetera - potesse diventare eccessivo. Con lui tuttavia accetterei quella sfida di separazioni e interferenze e contaminazioni, come quelle dei nuovi mattoni della sostenibilità (pratica, non declamata) oppure dello "spazio " cui "conferire misura architettonica" come scrive di nuovo Lello. Con il quale del resto i fatti stessi della Roma da entrambi amata mi ricongiungono, quando soprattutto nella piana flaminia i nostri contesti e testi o modelli diventano analoghi, dal Monolite del Foro italico all'Auditorium parco della musica, da Moretti a Zaha Hadid, nella reinterpretazione infinita che Monumenti totalitari e Oggetti singolari se non anarchici portano all'impianto storico ancora non abbastanza stratificato. Ricordati di ricordare, Remember to remember, è un titolo di Henry Miller, quello non proprio bene ordinato in exergo di La torre di Babele a proposito del caos come ordine che ancora non comprendiamo. Ecco, il Lello del binomio radicamento-deformazione ed io forse di quello deformazione - radicamento sappiamo che ricordare è attività non naturale ma intenzionale, che riguarda sempre all'indietro con gli occhi e i temi dell'oggi (sapendo anche che gli Antichi Maestri ti guardano a loro volta), e che -oltre gli usi pubblici della storia - le etimologie stesse ci chiedono sottigliezze e talenti difficili: ri-cordare, ri-membranze, ram-mentare, memorizzare, mnestico come Mnemosine madre delle Muse di cui è Maestro Apollo-Dioniso, sono cose differenti di cui farci carico senza schematismi. Confrontandoci anche con il rapporto acutamente dialettico di Koolhaas con Le Corbusier, di Nouvel di Sanaa di Zumthor con Mies van der Rohe, per esempio. Poiché pur criticando -nella crisi dell'architettura italiana... e... dell'organismo urbano?- accettiamo la pluralità basica del mondo modernocontemporaneo, dentro la quale scegliere (di proporre-imporre) le nostre verità senza pretendere di sottoporre ad una nostra verità universale - teorica ovvero apodittica- il mondo. Spero di avere così steso miei primi appunti per quel dibattito che Lello propone, e che chiede, credo, messe a punto con qualche mossa a destra e qualcun'altra a sinistra. Una ricerca sulla didattica deve partire dalla coscienza del carattere introduttivo e progressivo della formazione, quindi dei suoi limiti intrinseci, compensando reciprocamente coraggiose aperture alla attitudine inventiva (critica e mitica) e responsabili riduzioni di codici-canoni appropriati all'apprendimento, da parte di quello che è il prodotto ultimo, attraverso il processo ed il prodotto progettuale: il soggetto architetto nelle sue appropriate sfaccettature. Dalla presentazione di Antonino Terranova

Una Questione Di Sangue

Autore: Ian Rankin
Editore: Longanesi
ISBN: 8830445614
Grandezza: 50,93 MB
Formato: PDF, Mobi
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Sembra un caso già risolto quello che riempie le pagine dei quotidiani di Edimburgo: un ex militare dei corpi speciali antiterrorismo, apparentemente impazzito, si è macchiato di un barbaro delitto in una scuola esclusiva prima di togliersi la vita. Può la follia spiegare un simile gesto, o si tratta di un comodo capro espiatorio per nascondere qualcosa di più sinistro? Davvero non c’è alcun mistero, come sostiene il sergente Siobhan Clarke di fronte a un insofferente John Rebus che ritroviamo in ospedale, vittima di uno strano incidente domestico? Troppe sono le perplessità, i nodi sotterranei di un caso a doppia faccia nel quale entrano in gioco sempre più elementi inattesi, sprazzi che dipingono a poco a poco un quadro dai toni foschi, come ogni volta che c’è di mezzo il sangue. E sarà proprio il sangue il macabro filo di Arianna che lega tragicamente tutte le storie rimaste a metà. Come quella delle ustioni alle mani di Rebus, quantomeno sospette se un pericoloso criminale che importunava Siobhan è casualmente morto in un incendio solo poche ore prima. Di nuovo fianco a fianco Siobhan e John, ancora alla ricerca della verità a ogni costo, pronti a trasgredire a qualunque regola pur di sapere. Una complicità più che mai pericolosa, perché questa volta la «strana coppia» è divisa da un ruvido muro di segreti e omissioni che potrebbe rivelarsi fatale per entrambi...

Nella Mente Di Putin L Hackeraggio Dell Orso E La Questione Della Russia Con Un Saggio Le Radici Di Putin Di Giulio Sapelli

Autore: John Akwood
Editore: goWare
ISBN: 8867978195
Grandezza: 65,29 MB
Formato: PDF, Mobi
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Perché i russi hanno dirottato le elezioni americane e stanno hackerando le istituzioni dei principali paesi occidentali?La responsabilità, secondo Putin, è dei vincitori della Guerra fredda che non hanno voluto ricostruire un sistema condiviso di relazioni internazionali, ma si sono affidati all’unilateralismo e all’espansionismo, umiliando la Russia, una grande potenza nucleare. Giulio Sapelli, in un saggio non convenzionale, mostra che le ragioni del putinismo affondano le radici nella storia della Russia, un continente di enormi dimensioni con una indicibile diversità di culture, lingue, religioni e identità. Un aspetto sottoconsiderato nell’attività diplomatica e politica internazionale. Tre esperti di Cyberwar geostrategica ci dicono che Putin non ha fatto altro che trasferire nel ciberspazio, uno spazio spaventoso e fragile, le tattiche e i metodi di azione del kgb con risultati molto più efficaci di quelli ottenuti dalla antica rete di agenti, informatori e quinte colonne dell’urss. Riuscirà Putin nel suo intento destabilizzante? Riusciranno gli occidentali a capire finalmente la questione russa e la sua eccezionalità? C’è da essere pessimisti. Ormai la storia non insegna più niente.